Una giornata da pendolare (in treno)
Cara Kay e cari pendolari come lei,
come vi capisco!
Breve cronaca della giornata odierna fatta da chi, se Dio vuole, almeno per lavoro, di solito o se ne sta a 10 minuti da casa o va a mille miglia dalla stessa.... a parte rare occasioni, come oggi, per l'appunto.
In breve:
ANDATA
Quasi bene, però già fa capire che nell'aria qualcosa che non va c'è.
Prima arriva l'ex interregionale che, fino all'introduzione del nuovo orario, mi avrebbe portato tranquillamente a destinazione con al più 10 minuti di ritardo, però adesso è stato declassato a regionale e si ferma giusto prima del confine. Scende un collega che, lui sì, è pendolare ma che, per fortuna sua, risiede entro il territorio regionale e non risente troppo dei cambiamenti. Incontrandomi, mi chiede se il mio treno ha problemi perché ha visto ritardi diffusi di oltre mezz'ora. Lo tranquillizzo e controllo la mia prenotazione sull' Intercity (plus), ormai inevitabile per andare 'oltre frontiera'. Sono in possesso della prenotazione di un posto nella carrozza 11.
Meraviglia delle meraviglie, il treno, ancor prima di essere annunciato, arriva in stazione in perfetto orario: si ferma davanti a me la carrozza 8. A colpo d'occhio, da un lato ci sono circa sette carrozze, dall'altro tre.... no, la terza è il locomotore...
Uso le dita come si faceva da piccoli: una mano più pollice, indice, medio fanno 8, più l'anulare 9 e più il mignolo 10... poi le dita finiscono, e anche le carrozze! Sta giusto scendendo il capotreno, a cui chiedo della carozza 'fantasma', per la quale sono il fortunato possessore del biglietto serie AN 3103478, venduto via Internet, con prenotazione del posto 54.
E quale carrozza fantasma! Con disarmante tranquillità risponde che "oggi la carrozza 10 fa le veci della 11, veda se trova posto.....".
Posto ce n'è.... e, salvo il pittoresco intermezzo, tutto fila liscio.
RITORNO
Partenza da una di quelle stazioncine metropolitane di periferia che non si meritano neanche un bigliettaio, né una biglietteria automatica di quelle che danno anche gli orari.... solo macchinetta per biglietti locali. Prevista una prima tratta di circa 12 minuti con un treno che si forma lì, seguita da un nostalgico viaggio su un interregionale sopravvissuto alla strage, con tempo per il cambio di 15 minuti... roba da bambini!
Sul binario su cui era annunciato il treno delle 18.07 che dovevo prendere arriva in orario un convoglio. Trattasi tuttavia del treno delle 18.27, ad onta del tabellone che insiste a sostenere che sia proprio quello delle 18.07 su cui devo salire. Ben due ferrovieri piuttosto nervosetti ribadiscono che il tabellone ha preso un abbaglio (o è pilotato dal solito carciofo amico di Kay).
In realtà, c'è un foglietto sul tabellone con un disclaimer "Prove tecniche: le informazioni visualizzate potrebbero non essere atendibili". Adesso mi sento meglio..... anche se penso che, se proprio devono fare delle prove, potrebbero visualizzare indicazioni su partenze per Giove e Marte, invece di informazioni 'quasi reali'! E intanto siamo già 5 minuti in ritardo e il margine per la coincidenza si assottiglia.
Arriva un treno sul binario accanto, mezzo spento, e resta a porte chiuse. Sale uno dei due ferrovieri nervosetti di prima, richiude la porta e se lo percorre tutto, restando inghiottito dal treno.
Passano altri 10 minuti (coincidenza saltata.... e gelo che entra nelle ossa) e si apre una porta nel vagone di testa. Qualche temerario, tra cui il sottoscritto, si avvia ad esplorare il fatiscente e tuttora parzialmente tenebroso convoglio. Temperatura di un paio di gradi inferiore rispetto all'esterno (sono forse carrozze freezer riadattate ?), nervosismo che serpeggia, seguito dalla rassegnazione di chi, noncurante del buio e del freddo, nonché delle porte tuttora chiuse, si siede ugualmente nella fatale attesa della partenza (e di Godot...).
Tenuto conto che devo ripianificare il viaggio, e che il raffreddore l'ho già avuto durante la settimana di Natale, torno indietro a cercare l'unica porta aperta da cui ero entrato, ma nel frattempo è stata richiusa. Una ragazza accanto a me inizia a martellare sulla porta e ottiene la libertà per tutti i prigionieri, già una grande conquista, anche se viene comunque negata ogni ulteriore informazione.
Cerco invano qualcuno che mi dica come posso fare a tornare a casa senza dover chiamare l'892892 e prosciugare contestualmente il credito del telefonino, ma nessuno sa darmi informazioni sugli orari. Solo il capotreno di un treno fermo al binario mi dice che se voglio posso prendere anche quello, ma parte dopo venti minuti e poi non sa indicarmi quando posso sperare di trovare una coincidenza. Mah... una volta i loro bravi orarietti in formato cartaceo i capitreno che si rispettavano ce li avevano in tasca....
Dopo altri dieci minuti di vani tentativi (anche il tabellone delle partenze è in stile Bignami e al più indica 'ferma in tutte le stazioni', cosa utilissima per uno che non ha la minima idea di quali siano 'TUTTE quelle STAZIONI', visto che quella verso cui sarei diretto non coincide con nessuna delle destinazioni finali), ritrovo il capoterno di prima che mi accoglie come se fossi un vecchio amico e mi dice che sì, a quel punto mi conviene prendere quel treno lì.
Detto fatto.... arrivo puntuale (ma col treno dopo, e quindi con mezz'ora di ritardo) e mi precipito a cercare l'agognata coincidenza. C'è mezz'ora dopo. Faccio due conti, anche con lo stomaco, e decido di fare uno spuntino nell'attesa.
Il tempo di mangiare un trancio di pizza e mi dirigo verso il binario dove è previsto il mio treno, controllando, più per scrupolo che per altro, che sia confermato (il binario, mica il treno....). Accanto all'indicazione del treno è apparsa nel frattempo una scritta rossa: 'SOPPRESSO'!
Con la parte inferiore del corpo sensibilmente 'appesantita' (due p.... così, per chi non avesse colto l'eufemismo) vado verso la biglietteria (che qui almeno c'è) a chiedere informazioni. Sono ancora in coda quando un carciofo parlante annuncia che l'Intercity XYZ farà straordinariamente sosta lì per caricare i malcapitati orfani del treno (venghino... siore e siori...) e che per l'occasione farà anche le fermate che avrebbe fatto il treno soppresso, trasformandosi di fatto in un Interregionale e quindi senza necessità di pagamento di supplemento. Beh... almeno quello.... egoisticamente approvo, senza tuttavia che la mia approvazione, immagino, sia condivisa da coloro che avevano comprato un biglietto per quello che doveva essere un Intercity senza prenotare e non potranno quindi neanche ottenere il bonus di rimborso! Tornando all'annuncio della sostituzione, comunque, il carciofo parlante di cui sopra del treno sostitutivo annuncia solo la sigla e la destinazione finale, senza specificarne l'orario. In effetti, non essendo prevista quella fermata, non è prevista neanche l'ora di arrivo... Però almeno un aiutino potrebbero darlo!
E qui scatta la fusione (leggasi congelamento, col freddoche c'è) dei pochi neuroni rimasti sani. Vedo sul tabellone delle partenze che c'è un Intercity 40 minuti dopo e mi convinco (ovviamente non è così, poiché di lì non doveva passare) che sia quello che aspetto, e decido di completare la cena con un altro panino, visto che, a casa, prima delle 22 non ci arrivo.
Sarà il caldo del bar, sarà il panino, in breve rinsavisco e mi rendo conto che, forse, mentre mi abbuffavo, nel frattempo è passato l'Intercity che aspettavo... corsa precipitosa verso la biglietteria, prima piena di gente e ora deserta in modo agghiacciante, dove carciofo2 mi dice che se il mio treno è già stato annunciato più volte e al binario non c'è più, purtroppo 'sarà già partito'....
Mi sento imbecille una volta per l'errore, e due volte quando mi viene confermato che se prendo l'Intercity che era previsto che passasse di là, OVVIAMENTE devo pagare anche il supplemento. Cosa che faccio quando ormai avrei bisogno della classica carriola (per trasportare le p.... di cui sopra). Ho appena fatto in tempo a pagare il supplemento e a uscire dalla biglietteria, che l'Intercity sostitutivo viene annunciato in arrivo. Imprecazioni (udibili chiaramente entro un ampio raggio) verso carciofo2, corsa forsennata al binario e, finalmente, eccomi comodamente in piedi appena fuori dalla porta del corridoio, ma almeno diretto verso casa.
Alla prima stazione scendono quasi tutti e mi siedo anche.... arrivando solo 90 minuti dopo l'ora prevista in origine.
Conclusioni:
1. se potete, lavorate sotto casa o, meglio ancora, in casa vostra direttamente
2. se proprio dovete andare a lavorare, fatelo in un posto raggiungibile con, o almeno ANCHE CON, un bus.
3. se i macchinisti del trasporto regionale scioperano avranno delle ottime ragioni, però chi non è macchinista e lavora, almeno si documenti su ciò che accade, quantomeno a 3 binari di distanza dalla sua biglietteria!
4. Tutto quanto ho raccontato, almeno per il ritorno, non si è svolto nelle stazioni di due paesini sperduti dove passa solo il trenino del Nescafé di buona memoria, ma a Milano.....